spedizione del 18 maggio 2001
Trovate qui sotto una cronologia stringata degli avvenimenti in
Macedonia a partire dal gennaio di quest'anno. E' aggiornata ad una
decina di giorni fa: dopo di allora e' successo che e' stato votato un
vacillante governo di "unita' nazionale", e sono ripresi i bombardamenti
da parte dell'esercito delle zone ritenute con presenza dell'Uck...
IL 2001 DELLA MACEDONIA
(AFP, 8 maggio 2001)
GENNAIO 2001
17: Branko Crvenkovski, leader del principale partito di opposizione,
accusa il governo di avere intercettato illegalmente le telefonate di
figure politiche di primo piano del governo e dell'opposizione, nonche'
di noti giornalisti.
18: Il primo ministro Ljubco Georgievski crea una commissione
parlamentare di indagine per verificare tali asserzioni, e il presidente
Boris Trajkovski chiede che i responsabili vengano puniti.
22: Un poliziotto viene ucciso e altri due rimangono feriti in un
attacco con lanciamissili contro una stazione nel villaggio di Tearce,
nei pressi di Tetovo, una regione popolata in maggioranza da albanesi,
situata 45 chilometri a ovest di Skopje. L'attacco e' il primo a essere
rivendicato da un gruppo albanese di Macedonia, fino ad allora
sconosciuto, che si definisce Esercito di Liberazione Nazionale e la cui
sigla in albanese (UCK) e' la stessa dell'ex Esercito di Liberazione del
Kosovo.
FEBBRAIO 2001
12: Scoppiano combattimenti tra le forze di sicurezza macedoni e ribelli
dell'UCK nella regione montagnosa del nord-ovest della Macedonia,
intorno al villaggio predominantemente albanese di Tanusevci.
16: Il ministro degli interni Dosta Dimovska da' le dimissioni in
seguito allo scandalo delle intercettazioni telefoniche [le sue
dimissioni verranno comunque respinte dal governo - N.d.T.]
17: La Macedonia mette in allerta le truppe al confine con il Kosovo.
20: Il ministro della difesa macedone, Ljuben Paunovski, scrive al
segretario generale della NATO, George Robertson, mettendolo in guardia
per il pericolo costituito dai gruppi armati al confine tra il Kosovo e
la Macedonia.
21: La forza multinazionale di mantenimento della pace dell'ONU (KFOR)
conferma il rafforzamento delle sue truppe sui confini.
25: Piu' di 150 abitanti di Tanusevci scappano in Kosovo al fine di
sfuggire all'esercito macedone, secondo Hamdi Hasani, un funzionario di
Debelde, nel Kosovo meridionale, appena al di la' del confine in
corrispondenza di Tanusevci. Il portavoce del governo macedone, Antonio
Milososki, nega la fuga dei profughi definendola null'altro che "una
montatura politica bene orchestrata".
26: L'esercito macedone e forze dell'UCK si scambiano colpi di fuoco al
confine tra Tanusevci e Debelde, all'interno della Jugoslavia.
27: Skopje accusa le truppe KFOR di insufficiente vigilanza al confine e
di avere consentito a gruppi armati provenienti dal Kosovo di occupare
Tanusevci.
MARZO 2001
4: Tre soldati macedoni vengono uccisi nei pressi di Tanusevci, uno da
spari provenienti dal villaggio, gli altri quando una mina esplode sotto
il loro veicolo. La Macedonia chiude i confini con il Kosovo e chiede
una seduta urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
nonche' la creazione di una zona cuscinetto tra le due regioni.
5: Skopje annuncia la mobilitazione dei riservisti dell'esercito e della
polizia dopo nuovi scontri nel nord tra forze governative e ribelli
dell'UCK. Robertson manda un inviato speciale della NATO a Skopje.
Osservatori della KFOR affermano di avere visto circa 75-150 combattenti
albanesi nell'area, ma il ministero della difesa macedone afferma che
nella zona sono attivi circa 300 combattenti.
6: Nuovi scambi di fuoco nei pressi di Tanusevci. La Macedonia riceve il
sostegno del consiglio permanente dell'OSCE, che condanna le azioni
delle forze dell'UCK. Le truppe della KFOR arrestano sei sospetti
guerriglieri albanesi nell'area di confine. Trajkovski si impegna, in un
discorso al parlamento, a espellere gli estremisti dal proprio
territorio. Un distaccamento di soldati USA viene inviato al confine tra
il Kosovo e la Macedonia nell'ambito della forza di mantenimento della
pace, annuncia il Pentagono.
7: Soldati della KFOR sparano e feriscono due ribelli albanesi armati
nei pressi del confine con la Macedonia.
8: La NATO autorizza forze jugoslave a entrare nell'estremita'
meridionale della zona di sicurezza creata intorno al Kosovo nel giugno
1999, una mossa fino a tale momento vietata, al fine di prevenire le
incursioni degli estremisti in Macedonia.
9: La Macedonia chiude il confine con il Kosovo per la seconda volta in
sei giorni a causa della ripresa dei combattimenti.
10: Le forze di sicurezza macedoni "non riusciranno mai a cacciare" i
guerriglieri dell'UCK dalle posizioni che occupano nel nord-ovest,
affermano questi ultimi, negando tuttavia che la "Grande Albania" sia un
loro obiettivo e affermando di volere ottenere solo diritti per gli
albanesi di Macedonia.
11: Creazione di un nuovo partito politico albanese, il NDP, o Partito
Nazionale Democratico, il quale chiede che il paese venga diviso in due
entita', una delle quali un'enclave albanese [in realta' il NDP ha
chiesto la federalizzazione della Macedonia, senza usare il termine qui
inappropriato di "enclave" - N.d.T.]. La richiesta viene rifiutata il
giorno successivo dal ministro degli esteri Srdjan Kerim.
13: Le forze macedoni vogliono riprendere possesso dei villaggi occupati
dall'UCK nella valle di Lipkovo, mentre piu' di 20.000 albanesi
dimostrano a Skopje per la pace e per i loro diritti come minoranza.
14: Un morto e 17 feriti in combattimenti tra guerriglieri albanesi e
forze macedoni sulle colline intorno a Tetovo.
16: Pesanti combattimenti intorno a Tetovo e nella stessa citta', dove
quattro granate esplodono nel centro dell'abitato. Cinque civili feriti,
che portano il totale a 25, dei quali 15 poliziotti. Le truppe tedesche
di stanza in caserme di Tetovo si spostano per propria sicurezza dopo un
attacco da parte dei ribelli.
18: A Tetovo viene dichiarato il coprifuoco, mentre Skopje accusa
l'occidente di non agire contro i guerriglieri. L'UCK afferma di non
volere prendere Tetovo e di volere semplicemente aprire trattative con
il governo e nomina un negoziatore.
19: La NATO dispiega ulteriori truppe sul confine tra Kosovo e
Macedonia.
20: Le forze macedoni svolgono un'azione contro i ribelli e danno loro
un ultimatum di 24 ore per arrendersi o abbandonare le loro posizioni
sui colli.
21: Ultimatum rifiutato dai ribelli, che minacciano di aprire nuovi
fronti, ma annunciano un cessate il fuoco unilaterale e ribadiscono di
essere pronti a negoziare. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
condanna all'unanimita' i guerriglieri albanesi. Un poliziotto ucciso e
un altro ferito quando uomini armati aprono il fuoco contro di loro in
un quartiere albanese di Skopje.
22: Le forze macedoni cominciano a bombardare le posizioni dei ribelli
sui colli al di sopra di Tetovo, mentre l'ultimatum scade. A Tetovo, due
albanesi vengono uccisi mentre, a quanto sembra, uno di essi brandiva
una bomba a mano nei pressi di un posto di polizia. Il governo ordina un
attacco "senza compromessi" contro i ribelli.
23: I leader albanesi del Kosovo chiedono ai ribelli di deporre le armi.
L'UE esprime il proprio sostegno a Skopje in occasione del summit in
Svezia, ma chiede che venga prestato ascolto alle rivendicazioni della
minoranza albanese.
24: Un elicottero da combattimento spara missili sulle posizioni dei
ribelli sopra Tetovo.
25: La polizia e la fanteria lanciano l'"attacco finale" contro i
guerriglieri, affermando di averli cacciati da sei villaggi, tra i quali
Selce, dove i ribelli hanno il loro comando generale.
26: Robertson, in visita a Skopje, loda l'"ammirabile autocontrollo" di
Skopje.
27: Un ufficiale ucciso e due feriti quando il loro veicolo viene fatto
saltare da una mina anticarro nei pressi di Tanusevci.
28: Kerim annuncia a Vienna che il governo intraprendera' misure al fine
di migliorare le condizioni della minoranza albanese. Hysni Shaqiri,
membro del Partito Democratico Albanese (DPA) in parlamento, annuncia di
entrare a fare parte dell'UCK e invita i suoi elettori a seguire il suo
esempio.
29: Due civili kosovari e un cameraman britannico vengono uccisi da
colpi di mortaio nel villaggio di Krivenik, nei pressi della frontiera
con la Macedonia - si tratta delle prime vittime oltre confine dei
combattimenti in Macedonia. La NATO e l'UE chiedono "chiarimenti" a
Skopje, ma il governo macedone nega il proprio coinvolgimento. Il giorno
successivo, il governo da' la colpa a un gruppo di ribelli armati che
avrebbero indossato divise dell'esercito macedone per le uccisioni.
30: Skopje afferma di avere ripreso il controllo di tutte le posizioni
tenute dai ribelli.
31: Georgievski afferma che il governo ha raggiunto i suoi obiettivi
"militari e politici". I leader politici albanesi danno al governo nove
giorni per aprire il dialogo sulla riforma della costituzione,
minacciando altrimenti di ritirarsi dalla coalizione di governo.
APRILE 2001
3: Skopje annuncia la riapertura del confine con il Kosovo.
9: Skopje promette trattative con tutti i gruppi etnici "entro giugno".
10: Gli Stati Uniti annunciano un pacchetto di aiuti del valore di 3,5
milioni di dollari in forniture militari.
12-13: Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Colin Powell, visita
Skopje e chiede l'apertura del dialogo, denunciando allo stesso tempo la
violenza albanese.
23: L'UCK formula le proprie richieste con uno scritto inviato al
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, all'UE, alla NATO e al
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
28: Otto soldati e poliziotti vengono uccisi nei pressi di Tetovo in
un'imboscata rivendicata dai ribelli albanesi, i quali affermano di
avere agito per autodifesa poiche' si sentivano minacciati.
30: Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna l'attacco.
MAGGIO 2001
1: Scoppo di violenza nel quartiere albanese della seconda citta' del
paese, Bitola, dove vivevano quattro degli ufficiali di polizia uccisi.
3: Due soldati uccisi a Vaksince, un villaggio nei pressi di Kumanovo.
Le autorita' chiedono ai residenti di evacuare svariate citta' nel
nord-est e intimano ai ribelli di non utilizzare i civili come "scudi
umani". Le truppe lanciano un'offensiva contro Vaksince e i villaggi
circostanti.
4: Bombardamento da parte dell'artiglieria macedone dei villaggi intorno
a Kumanovo, nei quali si trovano guerriglieri albanesi.
5: Il governo minaccia di dichiarare lo stato di guerra.
6: Il capo della diplomazia europea, Javier Solana, vola a Skopje dove
fa un appello alla moderazione e al dialogo. I guerriglieri lanciano un
nuovo attacco contro le forze di sicurezza vicino a Tetovo.
7: Arben Xhaferi, leader del DPA, annuncia che il suo partito
abbandonera' la coalizione di governo se verra' dichiarato uno stato di
guerra. Robertson ammette che Skopje e' sull'orlo di "seri guai" e
rinnova l'appello al dialogo. L'esercito intensifica il bombardamento da
parte dell'artiglieria dei villaggi nei pressi di Kumanovo. Un
combattente dell'UCK viene ucciso. Si hanno notizie di sette civili
rimasti uccisi nei bombardamenti di Slupcane e Vaksince a partire dal 3
maggio.
8: Il portavoce del governo, Milososki, annuncia la formazione di un
governo di unita' nazionale e afferma che elezioni generali avranno
luogo prima del gennaio del 2002. L'UNHCR afferma che piu' di 6.500
abitanti di villaggi della regione di Kumanovo sono fuggiti passando il
confine verso il Kosovo a partire dal 3 maggio.
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