PROGETTO ACCOGLIENZA LOCALE
"Facciamo Pace !" ha proposto sin dal '99 una modalita' di accoglienza dei profughi che tenga al centro la persona, in realta' decentrate dove e' possibile la creazione di una rete di accoglienza, in collaborazione con Amministrazioni locali aperte al problema...
Diverse amministrazioni locali hanno reagito positivamente a questa proposta, approvando il progetto e mettendolo in pratica.
Qui sotto trovate la traccia generale di tale modalita' di lavoro, tutt'ora attiva.
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INTRODUZIONE
Stare con i profughi è uno dei tanti modi per esprimere il profondo dissenso nei confronti della guerra e per agire concretamente contro la logica e i meccanismi che la alimentano.
Stare con i profughi vuol dire difendere il loro diritto ad essere accolti come persone, vuol dire guardarli non come un "problema" o un'emergenza umanitaria da gestire, ma come uomini, donne, bambini.
Costruire una rete, capace di accogliere e di confrontarsi con le persone che fuggono dalla pulizia etnica o che si ribellano alla logica della guerra, significa offrire a queste persone reali possibilità di vita e di identità, radicalmente diverse dalle logiche di esclusione che dominano la guerra.
ANALISI
La nuova crisi scoppiata nell'area balcanica allo stato attuale non sembra lasciare spazio ad una possibilità di risoluzione in tempi brevi.
L'esodo continuo di persone dalle aree di guerra è un fatto noto a tutti, così come è noto che molti esuli stanno arrivando nel nostro paese attraverso diverse strade.
L'Amministrazione Comunale ha risposto positivamente alla richiesta della Prefettura circa l'eventuale disponibilità ad accogliere una famiglia proveniente dal Kosovo.
In questo quadro si inserisce l'iniziativa di ............... disponibile ad impegnarsi nell'accoglienza concreta di una famiglia proveniente dal Kosovo.
PRINCIPI
Ci muovono i seguenti principi:
· Crediamo che sia giusto poter scegliere il proprio destino: i profughi, proprio in quanto persone, e non numeri o "pacchi", dovrebbero poter decidere dove andare.
· L'accoglienza si può fare anche in Italia: dobbiamo prepararci ad accogliere anche qui nel nostro paese i kosovari che stanno arrivando
· L'accoglienza in un campo non è vera accoglienza: la concentrazione di migliaia di persone in un unico luogo non può consentire una vita dignitosa per nessuno, tanto meno per chi fugge da una situazione di violenza e disperazione.
· Una famiglia per Comune si può: siamo per un'accoglienza "decentrata" che, oltre ad offrire la possibilità di una dimensione di vita più umana, non provoca grossi scompensi all'interno della realtà sociale che la accoglie. Proviamo a pensare che se gli 8000 comuni, presenti in Italia accogliessero soltanto una famiglia (5 persone), almeno 40.000 persone potrebbero essere accolte senza realizzare campi, nel rispetto della dignità umana, e senza provocare alcun scompenso sul territorio.
· Se capitasse a noi, vorremmo essere accolti in questo modo, piuttosto che essere "parcheggiati" in una struttura (caserma, scuola, tendopoli) insieme ad altre centinaia o migliaia di persone, senza spazi di intimità e senza reali possibilità di inserimento nel tessuto sociale del paese che ci ospita.
INTERVENTO
L'obiettivo che ci proponiamo è quello di invitare l'Amministrazione Comunale ad accogliere una famiglia in fuga dal Kosovo e di costituire una rete di persone in grado di fornire assistenza e conforto alle persone ospitate.
In concreto, questo significa che:
L'amministrazione
· Provvede ad individuare una unità abitativa e metterla a disposizione della famiglia da ospitare.
· Si fa promotrice presso gli organi competenti affinché la disponibilità all'accoglienza che è stata richiesta abbia un seguito concreto.
· Si fa carico di individuare possibili fonti di finanziamento.
La rete di famiglie
· garantirà la presenza concreta e l'accompagnamento della famiglia accolta ( ad es. andarli a trovare, invitarli a casa, portarli in gita, accompagnarli per l'espletamento di tutte le necessità, giuridiche, sociali, sanitarie.)
· si farà anche promotrice, attraverso la collaborazione con altre realtà associative del territorio e con la stessa amministrazione comunale, della stesura di progetti finalizzati all'inserimento sociale delle persone accolte (scuola, lavoro).
· si impegnerà ad attivarsi per individuare possibili fonti di finanziamento alternativo (raccolta fondi, viveri e materiali)
· si impegnerà inoltre ad individuare un percorso di formazione che consenta a ciascun componente di confrontarsi con realtà che abbiano già lavorato con i profughi, con l'obiettivo di costruire un retroterra culturale comune capace di rendere più sereno possibile l'approccio con chi si vuole accogliere.
TEMPI
L'emergenza è già in atto. Dunque è necessario muoversi nel breve periodo.
La necessità prioritaria è l'individuazione dell'unità abitativa e la formalizzazione della richiesta di accoglienza.
Quando l'arrivo di una famiglia sarà concretamente previsto, si potrà iniziare il percorso formativo delle persone interessate.
All'arrivo della famiglia inizierà l'attività di prima accoglienza.
In un secondo tempo, anche dopo aver individuato le reali necessità di chi viene accolto, sarà possibile far partire gli eventuali progetti di integrazione.
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