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L'organizzazione
che abbiamo provato a strutturare ruota attorno a questi principi:
- decentramento organizzativo e divisione dei compiti
- strutturazione 'orizzontale' e responsabilità condivisa
- flessibilità…
La struttura e le regole generali potrebbero essere:
- identificare una persona che funga da 'referente' per ogni produttore;
- il referente si occupa di raccogliere gli ordini delle famiglie (per esempio via e-mail, fax o telefono a seconda delle disponibilità del referente e delle famiglie), sommare le richieste di tutti e controllare che le condizioni minime siano rispettate, poi di farli pervenire al produttore o al ponte (e-mail alla bottega di Giaveno, specificando nell’oggetto ‘GAS’); è bene forse che ogni referente oltre a fare le somme degli ordini ricevuti tenga traccia delle richieste delle singole famiglie, per agevolarsi il lavoro di divisione della merce;
- poi il referente si incarica di accordarsi per il ricevimento della merce (se gli ordini passano attraverso il ponte la merce può essere consegnata nella bottega più vicina a patto che non ci rimanga più di un paio di giorni, … i soliti problemi di spazio…), e di avvisare tutti dei tempi e modi del ritiro (le diverse famiglie possono anche organizzarsi in gruppi per zona… in modo da usare la macchina in modo razionale);
- e questo povero referente deve anche pensare all’aspetto economico della faccenda: si deve accordare con il produttore per capire come vuole il pagamento (di solito se si paga in contrassegno è previsto uno sconto di circa il 2 o 3%, almeno per le case più grandi, contratteremo!), invece se gli ordini passano attraverso il ponte, la bottega paga in contrassegno o secondo i termini che assieme sceglieremo. Abbiamo pensato che è forse comunque meglio che le famiglie paghino al momento del ritiro o al momento dell’ordine… pensiamoci assieme…
cos’altro…
Per tutti gli eventuali disguidi che potranno esserci (tipo merce mancante alla consegna o merce che dopo che tutti han ritirato la loro avanza) proveremo tutti insieme a trovare delle soluzioni man mano che si presenteranno (il ponte può acquisire gli eventuali prodotti in eccesso se questi sono normalmente in vendita in bottega e in quantità moderata, la cosa è però da concordare con i responsabili di bottega caso per caso).
Per ora non ci pare necessario versare una cauzione (una sorta di anticipo di cui possano fruire i referenti per pagare i corrieri all’arrivo della merce) tanto i primi ordini non saranno tanto grandi. Crediamo che eventuali sbilanci in attivo possano restare ‘in cassa’ al referente che ne deve però tenere traccia ordine per ordine.
La cadenza degli ordini, dato il tipo di alimenti che abbiamo pensato di mettere nella bozza di listino, potrebbe essere ad esempio trimestrale… quindi per i referenti non sarà necessario chiedere il part-time per seguire gli ordini del gas!
Un’ultima piccola riflessione è forse da fare sul tipo di prodotti che abbiamo pensato di comprare attraverso il gas. Il fatto di voler aderire all’esperienza di un gruppo di acquisto solidale significa sicuramente voler lavorare assieme per provare a far sì che il proprio impatto sugli altri e sull’ambiente non sia troppo pesante. La scelta non è quindi solo guidata da ragioni economiche ma volta alla condivisione di esperienze e conoscenze come ad esempio l’autoproduzione. I prodotti che compongono questo primo listino sono quindi cereali , farine, olio e altri alimenti basilari.
Poi sono solo prodotti a lunga conservazione, ma questo solo per ragioni organizzative e chissà se prima o poi riusciremo ad ordinare anche formaggi e altre cose fresche!
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