I Progetti di questi anni


Sulla base dei progetti sotto descritti, "Facciamo Pace !" segue oggi direttamente 26 profughi (divisi tra rifugiati riconosciuti, richiedenti asilo, in possesso di protezione temporanea, con solo diniego...).

Sono 6 famiglie, accompagnate in molti aspetti della quotidianita', e nel faticoso mestiere di essere profughi oggi in Italia.

anno 2000
anno 1999/2000
anno 1999

"Integrazione in Italia"
"Azione Comune"
"Nausicaa"






1999 - "SOSTEGNO ALL'INTEGRAZIONE DI RIFUGIATI IN ITALIA"

Il progetto e' finanziato dall'Unione Europea (UE-DG5).
Il coordinamento nazionale e' dell'ICS (
Consorzio Italiano di Solidarieta'). "Facciamo Pace !" e' referente locale per la Provincia di Torino.
Il progetto interviene sulle difficolta' di inserimento sociale (lavorativo e alloggiativo in particolare) dei rifugiati ed attiva dei servizi di orientamento e consulenza, in un quadro nazionale di sostanziale assenza di risorse pubbliche.
L'attuazione dell'intervento prevede la realizzazione di un censimento preliminare della presenza di rifugiati, l'attivazione di un servizio di informazione e consulenza giuridico/amministrativa, la definizione di progetti personalizzati di inserimento sociale.
Altre azioni previste sono la realizzazione di un percorso formativo (sugli aspetti giuridici e su quelli psicologici in particolare) e la stesura di vademecum informativi.
Nell'area torinese il progetto viene realizzato anche tramite la creazione di un Coordinamento Provinciale Rifugiati e Profughi (CPRP).






1999/2000 - "AZIONE COMUNE"

Il Ministero dell'Interno ha affidato al Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) la funzione di capofila del progetto italiano per l'assistenza agli sfollati e rifugiati provenienti dal Kosovo e dalle regioni vicine, con richiesta di co-finanziamento all'Unione Europea sulla base della linea di bilancio comunitaria B5-803 e con particolare riferimento all'articolo 6 dell'Azione Comune decisa dal Consiglio dei Ministri il 26 aprile.
All'attuazione del progetto partecipano 10 enti non governativi da tempo impegnati nell'assistenza ai rifugiati nonché l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).
Il coordinamento dell'attuazione del progetto viene effettuato in modo collegiale tra gli enti partecipanti, con un servizio di segreteria al coordinamento da parte del CIR.
Tale coordinamento puo' contare sulla partecipazione dell'
Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, del Ministero dell'Interno Direzione Generale dei Servizi Civili (che garantisce in larga misura anche il cofinanziamento) nonché delle altre Istituzioni direttamente interessate.

L'accoglienza materiale dei rifugiati viene garantita, sotto questo progetto, in centri più piccoli e in altri tipi di alloggio che risultino più a misura d'uomo. E' data precedenza alle categorie più vulnerabili e in considerazione di necessità particolari (anziani, malati, minori non accompagnati, donne vittime di violenza, persone vittime di tortura, ecc.). Circa l'80% del bilancio complessivo del progetto e' destinato a tale accoglienza materiale. Sono previste anche una serie di attività trasversali di assistenza ai rifugiati che va oltre le necessità materiali. Tali attività assorbono circa il 15% del totale del bilancio. Il restante 5% copre le spese amministrative, la gestione del finanziamento, le comunicazioni e il coordinamento.

Obiettivi e descrizione del progetto
Le organizzazioni che operano nell'ambito del Progetto si propongono il conseguimento dei seguenti obiettivi:
- fornire i servizi di prima necessità (vitto, alloggio, vestiario ecc.) mediante il reperimento, l'ampliamento e l'utilizzazione di strutture diversificate di accoglienza ed alloggio per il periodo immediatamente successivo a quello della primissima accoglienza presso i grandi centri governativi esistenti;
- utilizzare, ampliare e reperire strutture diversificate di accoglienza ed alloggio per il periodo immediatamente successivo a quello della primissima assistenza presso i grandi centri esistenti;
- realizzare un decentramento dell'accoglienza e una distribuzione sostenibile degli sfollati e dei rifugiati sul territorio italiano, attraverso la sistemazione delle persone in strutture di piccola e media grandezza;
- fornire un'assistenza alle singole persone, e in ragione dei casi specifici. Tra queste attività sono contemplate, in particolare, operazioni di supporto medico, psicologico e sociale in favore delle persone traumatizzate e delle categorie più fragili nonché le attività di interpretariato e di mediazione culturale;
- fornire orientamento per la regolare ricomposizione delle famiglie sulla base della legislazione vigente per ogni Stato;
- identificare all'interno dei grandi centri di prima accoglienza quelle persone che si trovino in condizioni di particolare fragilità e vulnerabilità, assisterle e successivamente favorire un loro trasferimento in idonee strutture;
- assistere coloro che lo desiderino per un riavvicinamento ai territori di provenienza in attesa del rientro in condizioni sicure e dignitose;
- creare un centro di raccolta di offerte per alloggi dei rifugiati da parte di privati, Comuni, altre associazioni, enti vari ed organizzare l'incontro tra "domanda e offerta" di accoglienza dignitosa, con successiva consulenza agli enti locali e alle associazioni minori che ospitano i rifugiati.






2000 - "NAUSICAA"

Nausicaa, finanziato dalla Commissione europea, è realizzato da ICS assieme ad ACNUR e Fondazione Censis. Il progetto ha previsto azioni tese a prestare direttamente assistenza legale e orientamento sociale ai richiedenti asilo, di monitorare il flusso di profughi e asilanti e di creare reti territoriali di chi opera nell'ambito dell'asilo: associazioni, comunità di stranieri, gruppi informali e spontanei, scuole, sindacati e soprattutto enti locali. Facciamo Pace!ha partecipato e collaborato al progetto sulla Regione Piemonte.







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